"Ma dai, è rim
balzata ma
lissimo!" Quante volte ci è capitato?
Tante, tantissime.
D'altronde, se anche sui
campi di Serie A il pallone
scorre tutt'altro che uni
formemente, è impensabile
pretendere di giocare su un
biliardo di terra rossa nel
nostro Club, che non ha si
curamente a disposizione
risorse e tecnologie da milioni di euro come Inter,
Milan etc... Non per questo
è giusto arrendersi di fronte
a una riga sconnessa, a un
avvallamento o a un campo
secchissimo che ha perso or
mai tutta la sua terra.
Si può cercare la soluzione
migliore, che potrebbe an
che risultare meno impegnativa del previsto dal punto di
vista economico, grazie alla
tecnologia. Una macchina
per la manutenzione universale dei campi in terra rossa,
per esempio.
Uno strumento come questa
nuova Venus, studiato per il
mantenimento dell'efficienza della terra rossa, con operazioni ordinarie e straordinarie: dal ripristino parziale
di una zona nei pressi della
riga di fondo sino al rifacimento completo (manto e
sottomanto) del campo di
gioco, passando per la rigenerazione della terra stessa
in seguito all'indurimento
per la copertura invernale o
a eventi climatici avversi. "Venus come il pianeta, insegno di novità assoluta" ci
racconta Diego Naccari, consulente tecnico di Pro Tennis,
il marchio che distribuisce la
macchina prodotta da Paoloni Onelio e Figlio Snc.
"Da anni viviamo il tennis
sul campo. Abbiamo raccolto i pareri di chi gioca e
gestisce campi in terra. E abbiamo testato per 4-5 mesi il
primo esemplare Venus nel
nostro Centro Tecnico (20
campi in terra) nella stagione
estiva, quando i campi non si
'fermano mai".
E' proprio questo uno degli
aspetti fondamentali: una
gestione della manutenzione diversa, meno costosa ma
frequente e costante, che non
costringa il campo alla sosta
forzata. "Più manutenzione
ordinaria, meno straordinaria - prosegue Naccari - basta
una persona e una mezz'ora abbondante per ogni intervento". Ogni 45 giorni circa.
E il campo non andrà rifatto
ogni primavera: è stato calcolato che la manutenzione
straordinaria potrebbe essere fatta anche ogni quattro-cinque anni (esclusi eventi
climatici particolari).
Il tutto a soli 4200 euro, con
il risparmio implicito delle imprese ingaggiate per il
rifacimento dei campi, i cui
prezzi, già difficili da fissare,
cresceranno con il costo della vita, "giustamente, visto che
le richieste restano numerose
e concentrate in un breve lasso di tempo (a scapito anche
della qualità del lavoro)".
Ma come funziona questa
macchina? Senza eccedere
nello specifico, Venus è una
sorta di carrello che avanza
senza fatica, spinto dal motore
(Honda a benzina); pesa poco
più di cento chili e occupa uno
spazio minimo (127x94x49
cm), facile da manovrare e da
trasportare (pensando anche
all'ingresso dei palloni pressostatici). La fresatura può
spingersi dai 3 mm sino ai 3
cm di profondità, per una larghezza di 40 cm.
Nell'ordine ci sono un piccolo
volante, un indicatore di profondità e una manopola per
accelerare la rotazione del
motore a 4 alberi; una leva di
sicurezza per le emergenze,
un telo piombato, nella parte
posteriore, che distribuisce la
terra rossa appena lavorata
e un indicatore di direzione
per procedere linearmente
(specie lungo le righe).
Le operazioni di rifacimento
e manutenzione dei campi in terra rossa devono (o dovrebbero) riguardare solo i
due ultimi strati in superficie,
la cosiddetta zona operativa:
il manto (circa 0,3 cm in superficie) e il sottomanto, oltre i 3 cm circa. Non va "toccata" la zona sottostante del
drenante (macinato), poiché
mescolarlo con gli strati superiori di terra rossa, alla
lunga, comporterebbe il peggioramento del drenaggio.
Ecco perché può capitare
di veder emergere fastidiosi
sassi... E in questi casi cercare di ovviare ricoprendo con
altra terra battuta può solo
ridurre ulteriormente la capacità filtrante del terreno.
In quest'ottica, Venus e una
precisa programmazione
di manutenzione ordinaria consentono, lavorando
solo la zona operativa, di
salvaguardare le caratteristiche strutturali del campo.
L'unica vera "concorrente" di Venus è una manutenzione integralmente manuale,
oculata e puntigliosa, ma al
contempo lunga, faticosa e
onerosa, soprattutto se ripetuta (come dovrebbe essere)
frequentemente. "Con Venus - ribadisce Naccari - viene eliminata solo la
terra che esce dal campo sotto le nostre scarpe".
Rigenerare il manto significa poter riutilizzare la terra
smossa in fase di manutenzione ordinaria e aggiungere quantitativi ridotti di
terra nuova, da compattare
successivamente.
Venus si può noleggiare e, se
acquistata entro trenta giorni, il costo del noleggio viene
scalato dall'acquisto. "Finora
il 70% dei noleggi si è tramutato in successivo acquisto. Perché nella nostra idea il
noleggio è concepito come
test pre-acquisto", ci confida
Naccari, senza nascondere un
certo orgoglio. Per sfruttare
appieno Venus occore utilizzarla, come detto, ogni mese
e mezzo (su ogni campo), e
il noleggio sarebbe troppo
oneroso, mentre l'acquisto si
ammortizza in fretta.
In sintesi, Venus consente una buona conservazione della "salute" del campo in terra,
impedendone l'indurimento,
mantenendolo drenante e
quanto più regolare possibile. Inoltre non costringe il
terreno a periodi di fermo
prolungato, e bastano un addetto e mezz'ora di tempo
per ogni "ritocco". Perché il
campo diventi un biliardo di
terra rossa. |